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La solidarietà non va in recessione

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Articolo di Elio Silva (tratto da "Il Sole 24 Ore" del 26/01/2009). La crisi non spegne la voglia di solidarietà degli italiani, anzi la rafforza nelle fasce d`età più mature e verso alcune specifiche aree di intervento, quali ricerca scientifica e aiuti all`infanzia.

Complessivamente il 46% dei cittadini, in occasione delle festività natalizie, ha fatto almeno un`elargizione. L`importo medio è modesto (nel 67% dei casi è sotto i 50 euro), ma rivela una crescente attenzione per la trasparenza nella gestione degli enti e un grande ritorno del fattore di conoscenza diretta come leva nella scelta dei beneficiari.
È la fotografia dell`Italia solidale che emerge da una ricerca sulle donazioni effettuata dalla società IPR Marketing per Il Sole 24 Ore del lunedì. Obiettivo dell`indagine, condotta su un panel di mille cittadini divisi per sesso, età e zona di residenza, comprendere se e in quale misura la crisi finanziaria ed economica abbia influenzato le elargizioni al non profit, in particolare nelle festività natalizie, tradizionale momento di punta per le entrate delle Onlus.
«L`irruzione sulla scena di un fenomeno come quello della crisi che sta attanagliando l`economia mondiale - commenta Antonio Noto, direttore di IPR Marketing - è in grado di provocare un sensibile ridimensionamento della propensione al soccorso dell`altro. Ciò nonostante, il nostro Paese evidenzia un profilo aperto e attento al tema della solidarietà. Non solo, ma nel futuro esistono le premesse per un ulteriore consolidamento del rapporto fra cittadini e organizzazioni benefiche».
Diverse le indicazioni statistiche che supportano questa analisi. Il popolo dei donatori rappresenta poco meno della metà della popolazione adulta e si distribuisce in maniera abbastanza omogenea tra maschi e femmine, con una marcata propensione tra le persone mature e un`incidenza più elevata al Sud in termini numerici, ma più significativa al Nord in termini di ammontare medio.
Tra quanti hanno effettuato una o più donazioni nel periodo delle festività il 22% ha dovuto ridurre gli importi, mentre il 12% è andato in controtendenza, aumentando il contributo, e ben il 57% ha tenuto il passo. Tra le cause di flessione, la minore disponibilità economica fa, ovviamente, la parte del leone, con una punta del 90% nel Mezzogiorno. Si manifesta, però, anche la tendenza a una più oculata scelta delle destinazioni, tenendo in considerazione, oltre ai valori reputazionali, anche trasparenza e correttezza gestionale degli enti. Da rilevare la rivincita del criterio di conoscenza diretta rispetto a modalità più generali di sensibilizzazione (campagne pubblicitarie o eventi di piazza).
La deducibilità fiscale non condiziona più di tanto la propensione alla generosità: per il 75% degli intervistati è addirittura ininfluente. Un dato che, osservato dal punto di vista dei decisori pubblici, può essere letto anche come un invito a politiche di stimolo più incisive.

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