Contratto regioni e autonomie locali : ancora un nulla di fatto per gli educatori professionali.
Comunicato stampa n. 2 dell’ANEP del 12 marzo 2008
CONTRATTO REGIONI E AUTONOMIE LOCALI : ANCORA UN NULLA DI FATTO PER GLI EDUCATORI PROFESSIONALI A qualche giorno dalla chiusura dall’approvazione dell’ipotesi di intesa sul nuovo contratto degli enti locali tra Aran e sindacati, l’ANEP fa notare che ancora una volta la situazione degli educatori professionali che lavorano con il Contratto AA.LL. non è stata presa in considerazione: si approva infatti un aumento generale nella parte economica per i lavoratori del comparto e nella parte normativa non viene trattata la questione dell'aggiornamento della classificazione del personale e della revisione dei profili, che viene così rimandata alla contestuale approvazione del prossimo biennio di contratto (economico).Ricordiamo che la questione del riconoscimento del profilo dell'educatore (e di altri profili professionali, visto che il sistema di classificazione è obsoleto) si trascina da parecchi anni e già precedentemente era stata rinviata all' attenzione di una commissione paritetica, che in tanti anni non ci risulta sia riuscita a produrre nulla. Gli educatori professionali laureati, che ricevono una paga mensile inferiore al salario operaio (che pure è bassissimo e andrebbe aumentato), sono stanchi! Gli educatori professionali laureati (o in possesso di un titolo equiparato), pur in possesso della laurea che li inquadrerebbe automaticamente a livello D (come già avviene in Sanità e in molte amministrazioni locali "illuminate” che hanno già provveduto al reinquadramento) continuano ad essere inquadrati di fatto in fascia C.Sappiamo che i sindacati hanno preferito cercare di chiudere il contratto, “per chiudere al più presto la trattativa al fine di incrementare i salari delle lavoratrici e dei lavoratori”.Capiamo e condividiamo l’emergenza di sottoscrivere un’ipotesi di accordo al più presto, perché il rischio sarebbe stato quello di non dare un aumento salariale a tutti quei lavoratori - noi compresi - che sono impoveriti a causa dell’enorme ritardo contrattuale e di un indiscriminato aumento di prezzi e tariffe ma… ma registriamo anche che siamo sempre in emergenza, e siccome noi educatori le emergenze le curiamo e ce ne facciamo carico per "professione", evidentemente non rappresentiamo mai...un'emergenza, nemmeno quando i nostri diritti e le nostre precarietà si riflettono in modo inequivocabile sullo stato dei servizi sociali e socio-sanitari di questo Paese. Anep chiede con forza una giusta collocazione in fascia D nel contratto regioni ed autonomie locali.Si rivolge all’Aran, al comitato di settore, in definitiva al governo (attuale e futuro) e alle opposizioni (attuali e future) affinché comincino a prendere atto che chi svolge questo lavoro, non deve essere trattato come un servo ma come un professionista competente. Si rivolge infine ai sindacati, a cui molti educatori sono iscritti, perché non dimentichino il fondamentale ruolo svolto dalla nostra figura, nel garantire un elevata qualità delle prestazioni in questo delicato e importante settore delle professioni d’aiuto.
Francesco Castracane Ufficio Stampa ANEP
Per ulteriori informazioni: 339.7722146 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

