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Tecnologia e sociale

Servizi web 2.0 e tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza

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Safer Internet Day: Save the Children e Adiconsum, più della metà dei ragazzi e le ragazze italiani utilizza quotidianamente servizi web 2.0. E chiede ai gestori maggiore protezione della privacy, più informazione e protezione da contenuti inadeguati.

Il 79% dei ragazzi e delle ragazze italiani vuole ricevere maggiori informazioni su come i pirati rubano le password e su come proteggerle, il 64,4% di loro chiede ai gestori che nel creare un profilo non siano obbligatorie troppe informazioni personali, mentre il 54,7% li invita a realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione sui problemi e i rischi che si possono incontrare online. Il 64% dei ragazzi propone di vietare che pubblicità per adulti sia accessibili ai minori, il 65,2% di facilitare la segnalazione di abusi e il 62,3% vorrebbe poter visualizzare un profilo prima di accettare una richiesta di amicizia.

Queste alcune delle richieste emerse dall'indagine "Servizi web 2.0 e tutela dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza", presentata oggi in occasione del Safer Internet Day, la giornata istituita dalla Commissione Europea per promuovere un uso consapevole e senza rischi di Internet e delle nuove tecnologie, nel corso di un evento svoltosi a Roma e organizzato da Save the Children e Adiconsum, gli unici referenti in Italia del Programma Safer Internet della Commissione stessa.

"Dai risultati dell'indagine, emerge che la maggioranza delle ragazze e dei ragazzi intervistati, soprattutto quelli meno esperti, richiede ai gestori di metterli nelle condizioni di fruire del servizio in modo più sicuro", commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. "Proprio per questo, oggi, presentiamo le loro istanze ai rappresentanti del settore, alla presenza delle istituzioni competenti, affinché assumano un impegno ad adottare un codice di autoregolamentazione che accolga tali richieste."

"La rete rappresenta per i giovani un'occasione di conoscenza e di socializzazione ma anche di eventuale rischio. Il monitoraggio della stessa non può essere addossata ai soli genitori, che sui nuovi media ne sanno meno dei figli", afferma Paolo Landi, Segretario Generale di Adiconsum. "E' indispensabile l'ausilio della scuola e un'opera preventiva da parte degli stessi gestori. Le proposte dei ragazzi sono concrete ed efficaci; ci aspettiamo quindi da parte degli operatori una pari disponibilità per la loro attuazione. Le istituzioni devono continuare a svolgere un ruolo di monitoraggio e sanzione anche in base alle segnalazioni delle famiglie e degli stessi ragazzi".

La rete è sempre più diffusa tra i minori italiani, con ben l'86% di essi che naviga su internet.(1) La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze (2) sono frequentatori esperti nell'utilizzo dei servizi web 2.0, siano essi servizi di messaggistica istantanea, visualizzazione video o social network in senso stretto, con una percentuale del 51,8 % che li utilizza tutti i giorni.

La messaggistica istantanea (ad esempio MSN, Skype e YahooMessanger) è il servizio più usato, con il 50,9% dei ragazzi e delle ragazze intervistati che vi si collega quasi tutti i giorni, seguito dai servizi visualizzazione video (ad esempio YouTube) con un 48% e i social network classici (LiveSpace di MSN, NetLog, Myspace e Facebook i più utilizzati), con un 32,5%. E ben un 9% di loro, in prevalenza ragazzi, accede a servizi rivolti esclusivamente a maggiorenni, anche se solo occasionalmente. Pur restando all'interno di livello di consumo alti, i ragazzi usano molto di più i servizi di visualizzazione rispetto alle ragazze, le quali, invece, privilegiano gli altri due gruppi di servizi.

Percezione del rischio, tutela della privacy, ma nel rispetto della propria autonomia
Per la prima volta, la ricerca è stata ideata e condotta dai ragazzi di due scuole secondarie di I grado e di un centro di aggregazione di Roma (3) nel corso di un laboratorio svolto nell'anno scolastico 2008 - 2009, in attuazione del principio di partecipazione attiva e responsabile di bambini e adolescenti sancito dalla Convezione Onu sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza. I ragazzi, dopo una prima fase di analisi dei servizi web 2.0 più utilizzati, dei rischi ad essi connessi, nonché delle cause e delle possibili soluzioni, ha elaborato un questionario che è stato somministrato ad un campione di circa mille ragazzi in tutta Italia, volto ad analizzare sia la frequenza di accesso ai servizi di social networking, sia la condivisione o meno di 23 richieste da presentare ai gestori per renderli più sicuri per gli utenti più giovani. (4)

La percezione di maggior rischio da parte dei minori si concentra nell'area della protezione della privacy. Il 79% dei ragazzi e delle ragazze intervistati evidenzia la necessità di ricevere maggiori informazioni su come i pirati rubano le password, mentre il 66% esprime la propria esigenza di tutela attraverso la richiesta relativa all'obbligo di creare password difficili da scoprire. Allo stesso tempo, il 64,4% di loro chiede che nel creare un profilo non siano obbligatorie troppe informazioni personali.

I ragazzi e le ragazze, inoltre, vorrebbe ricevere maggiori informazioni dai gestori con un linguaggio semplice e adeguato. In particolare, il 60% di loro vorrebbe che le condizioni d'uso dei servizi fossero messe ben in evidenza e fossero comprensibili a tutti. Inoltre, il 54,7% invita i gestori a realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione sui problemi e i rischi che si possono incontrare online e, infine, il 54,2% sottolinea la necessità di ricordare periodicamente il regolamento agli utenti (per esempio: non postare foto di altri senza il loro permesso).

Inoltre i ragazzi chiedono ai gestori di adoperarsi per garantire più controllo, prevenzione e protezione dall'invio di foto o altro materiale vietato o inadeguato. In primo luogo, il 74% degli intervistati propone l'attivazione di filtri all'interno del servizio stesso (e non nel pc dell'utente) che impediscano l'invio di materiale vietato. Il 64% propone di vietare che pubblicità per adulti sia accessibili ai minori e il 65,2% di facilitare la segnalazione di abusi.

A tale proposito, tuttavia, fa riflettere il fatto che la percentuale dei minori che richiede sanzioni rilevanti, quali la cancellazione del profilo e il divieto di crearne altri per chi invia foto o altro materiale vietato scenda al 52,6%, come pure che il divieto di postare materiale in maniera anonima (52,7%). Inoltre, la percentuale di ragazzi che auspica l'adozione di tali misure è sempre inferiore a quella delle ragazze (rispettivamente 49,6% e 51% per i maschi e 56% e 54,5% per le femmine).

La gestione dei contatti è un'area particolarmente importante per i ragazzi che, soprattutto al fine di evitare ogni forma di adescamento, chiedono che i filtri di ricerca siano più sicuri (62,5%), e cioè che non sia permesso ricercare minori per città, Cap, status o preferenze sessuali, così come vorrebbero poter visualizzare un profilo prima di accettare una richiesta di amicizia (62,3%) e che il proprio non fosse visibile a tutti di default. Rispetto a questa macro-area, sono soprattutto le ragazze a voler avere a disposizione strumenti per tutelare al meglio la propria privacy e per gestire in modo più sicuro i contatti.

Benché il rischio dell'adescamento on-line venga percepito dai ragazzi, la possibilità di fare nuove amicizie e nuovi incontri appare uno degli aspetti più interessanti e attrattivi, tanto spingere alcuni di loro a proporre ai gestori la creazione di luoghi fisici protetti dove gli utenti possano incontrarsi in sicurezza (47,2%). Esiste tuttavia un 26,1% che vuole gestire in assoluta autonomia eventuali incontri o non è interessato ad entrare in contatto con persone conosciute online.

Nonostante vi siano delle richieste puntuali e ponderate da parte dei ragazzi e delle ragazze rispetto alle quali si sollecita l'intervento dei gestori, da una visione più generale della ricerca emerge la necessità di tutelare la propria indipendenza e autonomia di gestione. Ad esempio, si delinea il desiderio, maggiore negli utenti più esperti, di continuare a vivere le chat come luoghi comunicativi liberi da regole e limiti nella scelta del linguaggio, delle parole e di concetti da utilizzare.

Le richieste
I ragazzi e ragazze, in relazione ai risultati dell'indagine, chiedono che le loro richieste vengano prese in seria considerazione e sollecitano:
- i gestori dei servizi di web 2.0 a pronunciarsi rispetto alla possibilità concreta di offrire una soluzione ai problemi evidenziati;
- i rappresentanti delle Istituzioni a porsi come garanti di tale processo attuativo, affinchè gli impegni presi dal mondo dell'Industria possano effettivamente tradursi in azioni concrete.

Save the Children e Adiconsum, in tale contesto, si impegnano a monitorare tale processo e a garantire un ascolto attivo e sollecito degli interlocutori adulti nei confronti dei ragazzi e ragazze.

NOTE
1) Fonte: "Ragazzi connessi. I pre-adolescenti italiani e i nuovi media", ricerca di Save the Children e CREMIT.
2) Il campione è composto da 448 ragazze e 510 ragazzi, provenienti da Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Lazio e Basilicata. Il 54% di loro ha 13 anni, il 35% 12 anni, il 6% va dai 14 ai 16 anni e, infine, il 5% ha tra i 10 e gli 11 anni.
3) Hanno partecipato alla ricerca le classi terze delle scuole secondarie di I grado "A. Rosmini" e "D.R. Chiodi" e il centro di aggregazione "Il muretto" di Roma
4) Nel questionario, a risposta chiusa, è stata utilizzata la scala di Likert che misura l'atteggiamento rispetto a date affermazioni sulla base di una scala di accordo/disaccordo, a 5 passi, da un'area di massimo disaccordo ad un'area di massimo accordo. (Fonte www.portale-solidale.it)

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