Contratti Enti Pubblici per EP ...nulla di fatto

edu-gruppo.jpgcomunicazione "CONTRATTO REGIONI E AUTONOMIE LOCALI : ANCORA UN NULLA DI FATTO PER GLI EDUCATORI PROFESSIONALI" inviata da ANEP
Ci è arrivata la comunicazione che il 28 febbraio è stata approvata l'ipotesi di intesa sul nuovo contratto enti locali tra Aran e sindacati.

Purtroppo registriamo anche questa volta che la nostra situazione non è stata presa in considerazione: si approva infatti un aumento generale nella parte economica per i lavoratori del comparto e nella parte normativa non viene trattata la questione dell'aggiornamento della classificazione del personale e della revisione dei profili, che viene così rimandata alla contestuale approvazione del prossimo biennio di contratto (economico).

Ricordiamo che la questione del riconoscimento del profilo dell'educatore (e di altri profili professionali, visto che il sistema di classificazione è obsoleto) si trascina da parecchi anni e già precedentemente era stata rinviata all'attenzione di una commissione paritetica, che in tanti anni non ha ancora prodotto nulla.

Gli educatori professionali laureati, che ricevono una paga mensile inferiore al salario operaio (che pure è bassissimo e andrebbe aumentato), devono indignarsi! Gli educatori professionali laureati, pur in possesso della laurea che li inquadrerebbe automaticamente a livello D (come già avviene in Sanità e in molte amministrazioni locali "illuminate") continuano ad essere inquadrati di fatto in fascia C.

Leggiamo in un comunicato stampa del sindacato unitario che enuncia: "Per quanto riguarda gli altri istituti normativi, a partire dall'applicazione del memorandum e dell'articolo 12 del ccnl del 2004 sulla classificazione, il confronto è stato rinviato al prossimo biennio per chiudere al più presto la trattativa al fine di incrementare i salari delle lavoratrici e dei lavoratori".

Capiamo l'emergenza di sottoscrivere un'ipotesi di accordo, perché il rischio sarebbe stato quello di non dare un aumento salariale a tutti quei lavoratori, noi compresi, che sono impoveriti a causa dell'enorme ritardo contrattuale e di un indiscriminato aumento di prezzi e tariffe ma... ma . Siamo sempre in emergenza, e siccome noi educatori le emergenze le curiamo e ce ne facciamo carico per "professione", evidentemente non rappresentiamo mai...un'emergenza, nemmeno quando i nostri diritti e le nostre precarietà si riflettono in modo inequivocabile sullo stato dei servizi sociali e socio-sanitari di questo Paese.

L'Anep chiede con forza una giusta collocazione in fascia D nel contratto regioni ed autonomie locali.

Si rivolge all'Aran, al comitato di settore e in definitiva al governo (attuale e futuro), affinché prenda atto che chi lavora ha bisogno di un adeguato riconoscimento.

Si rivolge al Sindacato chiedendo di rivendicare la prosecuzione della trattativa : chiede che quelle sigle che hanno garantito ad Anep ogni sforzo per conseguire l'obiettivo della ricollocazione in categoria D dell'educatore professionale nel comparto di regioni ed autonomie locale, di mantenere quanto dichiarato e a quelle sigle che ancora non si sono espresse di dire chiaramente se intendono rappresentare le istanze degli educatori professionali oppure no.

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