Quando si parla di pubblico impiego, immancabilmente si citano i privilegi
supposti e talvolta reali degli "statali". Sovente ci si dimentica, però, di
ricordare che nelle pubbliche amministrazioni, ed in alcuni casi, nelle
amministrazioni private, oltre a dirigenti e manager spesso esageratamente super
pagati e lottizzati, operano lavoratori con profili sociali che per mille euro e
a volte meno al mese, stanno quotidianamente al fianco di malati,
tossicodipendenti, disabili, utenti psichiatrici, anziani, minori, extra
comunitari, prostitute, emarginati. Tra queste figure c'è l'Educatore
Professionale, riconosciuto pienamente nel comparto della sanità (classe di
Laurea 2SNT) e nell'ambito socio-educativo (classe di Laurea XVIII): questa
prima distinzione dovrebbe far riflettere sul sistema Universitario italiano, in
quanto entrambi i titoli non sempre vengono menzionati esplicitamente nel
contratto "Regioni - Autonomie locali". Questa situazione consente a molti Enti
di interpretare furbescamente la normativa mantenendo le due classi di Laurea
degli Educatori nella categoria inferiore, dunque sottopagando gli Educatori
stessi o negando un adeguato riconoscimento del loro profilo professionale; a
volte, e non si capisce mai come, alcune amministrazioni pubbliche bandiscono
concorsi per entrambe le classi, e a volte no, con l'inevitabile conseguenza di
non permettere a molti di noi l'opportunità di sostenere concorsi; infine,
spesso si abusa di forme contrattuali "PRECARIE", negando, così, la possibilità,
per un Educatore, di espletare al pieno la propria professionalità che, invece,
necessita di continuità, di tempi lunghi e di progettualità.
Come
Educatori, vorremmo che nella imminente tornata di rinnovi contrattuali, questo
governo ponesse rimedio a tale evidente iniquità che per molti di noi, da anni,
costituisce una odiosa discriminazione dopo anni di sacrifici economici e dopo
tutto il tempo trascorso sui libri con l'obiettivo di acquisire una
professionalità spendibile in un contesto ed in una società che si sta
dimostrando sempre più povera di valori e di modelli di riferimento.
In questi giorni si stanno discutendo i rinnovi dei
contratti pubblici e con questi anche della definizione dei profili
professionali: tuttavia nel Contratto Collettivo Nazionale degli Enti Locali
(Regioni - autonomie Locali), la figura dell'Educatore Professionale non è
nemmeno menzionata.
Come gruppo di Educatori Professionali, Vi chiediamo
5 minuti di impegno affinché migliaia di Educatori che lavorano nei servizi
sociali possano avere il meritato ed adeguato riconoscimento economico e
professionale.
Per questi motivi, chiediamo ai Mass-Media e ai Ministeri
competenti di intervenire per correggere queste storture per offrire, ad una
figura professionale indispensabile per l'agire sociale, un adeguato
riconoscimento, sottraendola alla invisibilità''