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Accoglienza di minori tra pensiero e azione: un libro
Sono tanti i libri scritti sulle comunità di accoglienza per minori, da racconti di esperienze a “manuali” per operatori, da testimonianze a riflessioni teoriche... “Una famiglia anche per me” è un testo diverso, originale, “che tiene insieme molte delle dimensioni che attraversano le comunità familiari per minori” sia quelle culturali, di contenuto metodologico, educativo ed operativo, che quelle esistenziali, vissute nella quotidianità. I coniugi che lo hanno scritto sono fermani e a Fermo hanno vissuto per otto anni un’esperienza di comunità familiare per minori collegata alla Comunità di Capodarco. Leggendo il libro, con attenzione ai contenuti e alla struttura, si coglie come la coppia autrice abbia cercato di trasferire su carta l’interdipendenza tra pensiero e azione che caratterizza il proprio modo di essere, di vivere e di operare nel mondo del sociale e dei servizi alla persona; un libro quindi, che non è solo per “addetti ai lavori”.
In un tempo come quello attuale, in cui si “devono” chiudere gli istituti per i minori, appare importante che venga ribadita la validità dell’esperienza della comunità familiare, fondata su una coppia matrimoniale residente, con figli e sostenuta da educatori adulti.
Non basta “aprire una comunità” per combattere l’istituzionalizzazione dei minori perché è la stessa Commissione parlamentare per l’infanzia che evidenzia come “il processo di deistituzionalizzazione rappresenta una forte opportunità ma, al tempo stesso, presenta anche rischi rispetto agli «scopi» che si intende raggiungere, alle «modalità» con cui si possono effettivamente conseguire, agli «strumenti» che si intende mettere in campo”.
Puntare sulla famiglia, su una famiglia vera, come riferimento forte per una comunità di accoglienza familiare per minori vuol dire puntare sulla centralità della relazione, sull’affettività, sull’attaccamento... su quei valori che sono carenti nei minori allontanati dalle loro famiglie di origine.
Dopo averlo letto non si può che concordare con il compianto Alfredo Carlo Moro che, nella bella presentazione del testo, si augura “che questo libro - legato ad una esaltante esperienza di vita tutta dedicata all’accoglienza dei più deboli e dei più miseri - contribuisca a consentire che tanti ragazzi in forte difficoltà possano divenire egualmente protagonisti di storia individuale e collettiva”.
(N.F.)
