Dialogo sociale

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Il dialogo sociale indica le procedure di concertazione e di consultazione in cui sono implicate le parti sociali europee: l'Unione delle confederazioni europee dell'industria e dei datori di lavoro (BUSINESSEUROPE), il Centro europeo delle imprese a partecipazione pubblica (CEEP) e la Confederazione europea dei sindacati (CES).\r\nVi confluiscono le discussioni tra le parti sociali europee, le loro azioni congiunte ed eventuali trattative, nonché i dibattiti condotti con le istituzioni dell'Unione europea.\r\nIl dialogo è stato avviato nel 1985 dalla Commissione europea e, successivamente all'Atto unico europeo, è lo stesso trattato che pone a carico della Commissione l'obbligo formale di svilupparlo ulteriormente (articolo 138 del trattato CE). Finora sono stati formulati quindici pareri comuni a proposito della crescita economica, dell'introduzione di nuove tecnologie, dell'istruzione, della formazione professionale, ecc. Il dialogo sociale può anche sfociare in relazioni convenzionali, ivi compresi accordi che saranno attuati dal Consiglio o dalle stesse parti sociali su proposta della Commissione. Attualmente esistono cinque accordi quadro interprofessionali di questo tipo concernenti il congedo parentale, il tempo parziale, il lavoro a tempo determinato, il telelavoro e lo stress. Per impartire nuovi impulsi al dialogo sociale europeo è stato convocato, nel marzo 2003, un vertice sociale trilaterale per la crescita e l'occupazione. Raggruppa al più alto livello politico la presidenza del Consiglio, la Presidenza della Commissione e le parti sociali europee. Si riunisce una volta l'anno, la vigilia del Consiglio europeo di primavera che si occupa della situazione economica e sociale dell'Unione
Livello: Avanzato
Area: Trasversale: Legislazione nazionale ed europea
Fonte 1: EUROPA GLOSSARIO
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