Riflessione sulla progettazione sociale a partire da una esperienza in Calabria.
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Inclusione, flessibilità, integrità, innovazione: è meraviglioso scoprire come grandi artisti perseguono la loro ricerca seguendo parole d’ordine che si adattano perfettamente anche ad altri domini. Si tratta certamente di un segno che indica la presenza di quei legami profondi che tengono insieme tutte le esperienze umane significative. Per gli autori di questo libro si tratta sicuramente di parole che definiscono bene l’orizzonte di senso entro cui si è mossa questa ricerca, svoltasi sul campo delle politiche sociali e del lavoro sociale.
Qui, peraltro, lo scrivere e il documentare sono stati pensati nel segno dell’esempio per gli altri, inteso non tanto come “buon esempio” quanto invece come materiale su cui studiare e riflettere. Il libro prende le mosse dal contesto calabrese in cui si è definita la sperimentazione dei patti territoriali per il sociale, un contesto aspro e difficile dotato di un corpo sociale spesso ferito da quel virus dell’illegalità che getta sempre una volta di troppo nella rassegnazione o, peggio, nel- 5 l’indifferenza. Le persone che si sono impegnate in questo percorso hanno invece scelto la via, feconda, del confronto e della sperimentazione sul campo, con l’intenzione di dare vita a dei cantieri sociali in cui, prima ancora dei bisogni e delle risposte a quei bisogni, si definisse la sensibilità adeguata e l’adeguata preparazione al mestiere sociale.
Il libro si divide in tre parti: la prima, intitolata “contesti”, si apre con una lunga intervista a Giacomo Panizza, l’inventore dei patti territoriali per il sociale; in quell’intervista viene ricostruita una cornice di senso entro cui è possibile riconoscere un’idea politica del lavoro sociale, i suoi presupposti etici e le sue conseguenze pratiche. Segue un articolo in cui si ricostruiscono strumenti, metodo e funzionamento del patto territoriale per il sociale. Entro il patto per il sociale trovano poi espressione luoghi operativi come il centro di eccellenza, di cui si dà conto nel terzo capitolo. La seconda parte invece è dedicata agli strumenti con cui è possibile costruire i cantieri del sociale: l’analisi partecipata dei bisogni, la progettazione sociale, la pianificazione sociale zonale, il sistema informativo dei servizi e, da ultimo, la pratica della valutazione, tutti argomenti ai quali sono dedicati i capitoli che vanno dal quarto all’ottavo. Nella terza sezione infine vengono discusse alcune questioni che ci sono parse di un certo interesse: il nono capitolo si occupa della questione di genere nel management delle imprese sociali, che porta a domandarsi quali spazi e quali ruoli hanno oggi le donne nelle imprese sociali. Segue, al decimo capitolo, una riflessione sul mestiere del coordinatore di servizi, un ruolo chiave nelle organizzazioni che erogano servizi di welfare. Chiude il volume un saggio originale sul tema dell’innovazione nelle politiche e nei servizi sociali.
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Riflessione sulla progettazione sociale a partire da una esperienza in Calabria.
