copertina_volume_videogiochi_e_minori Il volume illustra i risultati di una ricerca condotta dall'Istituto Italiano di Medicina Sociale sull'utilizzo dei videogiochi da parte dei minori. Nella parte introduttiva il problema è affrontato in una prospettiva multidisciplinare.

È innegabile lo spazio che i nuovi media, videogiochi, computer e cellulari in primis, hanno oggi conquistato nella vita quotidiana dei bambini. Se è vero che l'età media dei videogiocatori è 28 anni, sembra che la percentuale dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni dediti a questo passatempo sia pressoché prossima al 100%. Cresce inoltre di giorno in giorno il numero dei bambini in età pre-scolare (3-5 anni) che utilizza videogiochi.
Questi dati, uniti ad eventi eccezionali di cronaca nera con adolescenti per protagonisti, hanno recentemente portato alla ribalta la questione dei possibili rischi cui sono esposti i minori in assenza di regole che governino la distribuzione e la vendita di videogiochi. Se la storia dei videogiochi è relativamente recente, ancor più lo è la "globalizzazione" del fenomeno. E poiché la ricerca scientifica è ancora agli albori (il governo inglese ha solo di recente avviato la prima ricerca nazionale sul rapporto tra minori e videogiochi violenti mentre in Italia, come negli altri paesi europei ed extra europei, l'argomento non è sufficientemente indagato dal punto di vista scientifico), in presenza di tanti differenti interessi in gioco e non essendovi evidenze scientifiche che possano efficacemente supportare l'una o l'altra tesi, le posizioni non possono che divergere, alle volte sostanzialmente.
Nel coro a più voci, tra le tante incertezze, emerge il quesito sostanziale: i minori sono sufficientemente tutelati? La presenza di sistemi di autoregolamentazione definiti ed applicati dalla stessa industria produttrice bastano a fugare i timori determinati dalla mancanza di regole certe e universalmente applicate? Di fronte dunque ad una situazione complessa, in cui il numero e la varietà degli attori (la filiera, gli utenti, i genitori, gli educatori, le istituzioni, gli studiosi ecc.), tutti in qualche modo protagonisti, è molto elevato, gli interessi i più diversi, le posizioni le più variegate, l'Istituto Italiano di Medicina Sociale -la cui mission è prevedere e studiare i rischi psico-sociali cui sono esposti, in presenza di particolari fenomeni culturali, soggetti particolarmente bisognosi di tutele- ha analizzato l'argomento in tutte le sue sfaccettature, per fornire un quadro riassuntivo delle varie posizioni in campo e una panoramica dello stato dell'arte della ricerca scientifica sui rischi derivanti dall'utilizzo dei videogiochi. Ha inoltre predisposto un documento di sintesi sulle forme di protezione dei minori nei differenti paesi europei ed extra europei, nonché una valutazione multidisciplinare
del fenomeno, offerta da esperti autorevoli delle singole discipline scientifiche.

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