Adolescenti a rischio sulle chat

stor_3322539_37150.jpg"Sbirciare", a distanza e in tempo reale, le conversazioni che i figli hanno su internet, attraverso le chat o i sistemi di istant messaging: è un po' il sogno proibito di qualsiasi genitore preoccupato degli "incontri" che gli adolescenti possono fare nel cyberspazio.

Nell'ambito della conferenza stampa "Minori, media e social network. Rischi reali, soluzioni possibili", svoltasi presso la Commissione parlamentare per l'Infanzia, ECPAT ha presentato il progetto Virtual Parent. Progetto nato per contrastare una nuova forma di violenza contro bambini e adolescenti nel cyberspace: il grooming.

Cosa è il grooming? L'adulto potenziale abusante "cura" (dall'inglese "grooms") la potenziale vittima, inducendo gradualmente il bambino o ragazzo a superare le resistenze attraverso tecniche di manipolazione psicologica. Questa tecnica viene utilizzata anche attraverso i più moderni strumenti di Social Network (Facebook…) o Istant messaging (Messenger) in un primo momento per entrare in contatto online con i ragazzi e, successivamente, per conquistarne a poco a poco le confidenze e la fiducia necessaria che può portare all'incontro off line. Per ECPAT il grooming è mosso dal desiderio di usare un bambino per una gratificazione sessuale.

Nell'approcciare il minore, il potenziale abusante si informa dove è situato il PC del minore, se i genitori o i fratelli sono presenti e cerca di isolare il bambino dal resto delle relazioni, diventando un amico a cui confessare i propri sentimenti e segreti. Quando l'adulto è certo di non correre il rischio di essere scoperto, inizia la fase dell'esclusività che rende impenetrabile la relazione ad esterni. Qui può collocarsi l'invio/scambio di fotografie dal contenuto sessuale esplicito e la richiesta di incontro. Al rifiuto del minore, durante l'incontro, di avere un rapporto sessuale, l'adulto può minacciare di mostrare a genitori o amici le foto scambiate, oppure i testi inviati dal bambino.

Il VIRTUAL PARENT è un software che i genitori potranno istallare sul proprio pc per essere avvisati, in tempo reale, dei pericoli in cui il proprio figlio, minorenne, può incorrere nell'uso dell'Instant Messeging (chat). In particolare il software controllerà il traffico di messaggi del programma più in voga e utilizzato del momento, Messenger. Usato dal'84% dei ragazzi intervistati per una recente ricerca, maggio 2008, effettuata da Microsoft e NextPlora.

Il progetto VIRTUAL PARENT è frutto della collaborazione di Università degli Studi Tor Vergata -Dipartimento di informatica, Sistemi e Protezione - CNR-Istituto Applicazioni e Calcolo "Mauro Picone", ECPAT-Italia, Land srl, finanziato con fondi del Programma PITT dalla Filas S.p.a., Finanziaria Lazio Sviluppo. Parte delle vendite del software, da acquistare on line http://www.virtualparent.eu/ dal primo dciembre, sarà devoluta ad ECPAT-Italia.

Il software, destinato sicuramente a far discutere, non è un filtro, come sono adesso i "normali" parental control. "Non censura e non impedisce l'attività su Internet del minore - spiega Gianluigi Me, docente di sicurezza dei sistemi informatici della facoltà di Ingegneria di Roma Tor Vergata - ma consente all'adulto, anche a distanza e in tempo reale (si può registrare un ritardo massimo di 10-15 minuti) di controllare le comunicazioni dei ragazzi, offrendo anche la possibilità di risalire al mittente del messaggio ricevuto". Il sistema per ora funziona su Windows Live Messanger, ma presto potrebbe essere esteso anche al controllo di altri sistemi di messaggistica istantanea.
Secondo un'indagine condotta dalla Commissione parlamentare per l'infanzia, il 73% degli adolescenti mette in rete, in questo tipo di messaggi, le proprie vere generalità, indirizzo e numero di telefono, la scuola frequentata e altri dati "sensibili", consentendo così anche a male intenzionati di rintracciarli e mettersi in contatto con loro. Il software permette di controllare e verificare queste comunicazioni, all'insaputa dei ragazzi.
C'è ora da capire se quest'iniziativa è in linea con le direttive emanate dal garante della privacy e se ci sono rischi ulteriori per la sicurezza, permettendo l'accesso a distanza a contenuti che rientrano nell'ambito della comunicazione tra privati, sia pur minorenni. In sostanza, bisognerà capire quanto sia garantito che di un simile programma facciano uso legittimamente (se legittimo sarà) soltanto genitori e parenti stretti dei ragazzi o possa essere un nuovo strumento di intrusione "pericolosa" nella vita degli adolescenti.

Il giudizio positivo su questo nuovo strumento viene dal Moige, Movimento Italiano Genitori, che denuncia l'assenza pressoché totale di "filtri" nei computer collegati alla Rete di nove scuole su dieci e nei Pc dell'80% delle famiglie che si connettono da casa a internet. "I genitori avranno così un maggiore controllo in tempo reale", spiega Antonio Affinita, direttore generale dell'associazione.

Questo è il link per visualizzare il manuale di Virtual Parent