Bambini e telefoni cellulari. Il nuovo cordone ombelicale

008241-cellulare_bambini.jpgDue indagini complementari, condotte dalle équipe delle Università “La Sapienza” di Roma e Cattolica di Milano, hanno affrontato il rapporto (uso/percezione) tra i minori e telefono cellulare.

Il campione nella sua interezza è costituito da bambini, pre-adolescenti e adolescenti delle scuole elementari, medie e superiori.

L’Università “La Sapienza” ha esaminato, attraverso un questionario, simile a quelli dei sondaggi, un campione di 812 bambini per verificare la diffusione del possesso del telefonino a partire dalla scuola dell’infanzia; con un sotto-campione di 80 sono state condotte interviste semistrutturate per caratterizzare le modalità di uso.

Entrambi i campioni sono stati reperiti in due scuole, una romana e una della provincia di Roma; i soggetti intervistati comprendono cinque gruppi d’età scolare: 2°, 4° e 5° anno di scuola elementare, 1° e 3° anno di scuola media.

L’Università Cattolica si è concentrata sugli adolescenti delle superiori, anche in questo caso, le scuole prescelte appartengono parte all’area urbana e parte alla provincia (32 scuole in città e 32 nell’hinterland milanese), integrando i 64 questionari con 8 sessioni di focus group, strumento che permette di sondare più in profondità atteggiamenti e vissuti di un soggetto rispetto a un tema. Nel corso dei focus group gli studenti sono stati invitati a creare un collage sul significato del cellulare nella loro esperienza, permettendo di analizzare, oltre alle conversazioni attivate, le loro rappresentazioni, che nel collage trovano spazio di espressione.

Ne emerge: lo usa il 90% degli adolescenti, metà di loro lo tiene acceso anche di notte a conferma della funzione sociale del telefonino anche per i ragazzi.

(Fonte: Indagine dell'Osservatorio sull'immagine dei minori  http://www.immaginedeiminori.it/italiano.html promossa da I Pinco Pallino)

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