Riflessione sul ruolo dell'educatore professionale e su una situazione a dir poco disastrosa...
il rischio in questi casi è di generlizzare troppo cadendo forse in un catastrofico pessimismo forse più attinente alla mia condizione attuale di disoccupato che ad un attenta esame o analisi della realtà.
Lo spunto infatti me lo da l'articolo di fabio ruta in merito alla
possibilità di un riconoscimento economico che, sia istituzionalmente e
concretamente, deve essere affermato.
Sono molto arrabbiato e la rabbia a volte secondo me dona
loquacità e dinamismo ad un modo di di vedere che, soprattutto in
questo mondo è, spesso e volentieri, un mondo disincantato e seduttivo
e che bada poco o niente alle questioni concrete dell'essere, del
pensare e dell'agire di educatore. Vorrei con poche e sintetiche righe
riaffermare un grave pericolo di situazione di invisibilità che questa
professione sta correndo che non è di secondo ordine il rischio del
fatto che non ancora abbiamo un albo professionale, ma che rispetto al
problema sollevato della non uniformità di compensi, questa
professione stia estinguendosi prima ancora di affermarsi e di
capitalizzare il suo forte lavoro e ruolo avuto all'interno delle
professioni di cura e di aiuto.
Nel presentarmi posso dire che la mia situazione a 41 anni è di
una persona alla ricerca di un lavoro non banalmente gratificante ma
semplicemente ricononscibile in termini di duttilità e complementarietà
all'interno deli gruppi di lavoro. Nell'estenuante ricerca di un lavoro
mi sono accorto di un panorama e di un mondo a volte squallido, fatto
di personaggi tristi e stanchi, annnegati in bilanci e confusioni di
ogni genere. Il risultato, oltre quello di constatare la fragilità di
questo mondo, è la possibilità di trovarmi oggi di fornte al risultato
di una scommessa persa quella di poter svolgere una professione senza
avere legami con problemi di mia personale sopravvivenza. Sono a questo
punto scomparso dal punto di vista professionale e il mio mettermi di
nuovo per l'ennesima volta in gioco è finalizzato solo e non è poco,
alla ricerca di uno stipendio che mi dia le normali garanzie di
sopravvivenza.
in pochi punti vorrei mettere a fuoco attraverso l'esperienza di
questi ultimi mesi, nodi cruciali e secondo me importanti di una
professione che è sul mercato ma che nessuno sa relamente utilizzare.
La mortificazione della professione nel vero senso della parola parte
da un attenta riflessione di elementi che stanno dividendo in caste
privilegiate parte delle professioni a discapito di altre.
1 L'organizzazione è un nodo fondamentale di peniseri vaghi e suscettibili di interpretazioni senza una vera logica. L'organizzazione è la mia domanda al servizio della professione dell'educatore o al contrario?. La precarietà espiazione di una colpa, non so quale. Conseguenze: condizioni di lavoro ad "hoc" , turni di 12-24-48 ore, domeniche pagate o non pagate, indipendentemente dalle reali necessità; notti non pagate si dorme non si dorme che utilità ha. Le ferie un diritto se si può
2. la supervisione è un lusso che non sappiamo se possiamo permetterci se ce è un regalo e tu educatore ci devi dare qulacosa in cambio, e lo scambio e a volte qualcuno che la supervisione non la sa fare. La formazione se porta soldi in cassa la devi fare. Brutta o bella utile o non utile, se solo tu decidi di fare formazione che ritieni adeguata arrangiati
3.Le competenze; di solito si partecipa a bandi e le cooperative molto spesso partecipano per raccogliere un po di soldini poi ai colloqui non sanno spiegare che cosa si deve fare tutto è magicamente in divenire, gli organigrammi sono pieni di relitti che sanno come far funzionare le cose: con il ricatto
4 I sindacati che cosa difendono, se stessi o l'integrità delle cooperative stesse, i bilanci, i posti di lavoro nella loro illusoria convinzione di preservarli dallo sfruttamento. Qua mi scuso ma un linguaggio elegante non mi fa torovare un'adeguato aggettivo, striscianti lacchè con premi condivisione di tessere e premi post appalto vinto in cambio di una vigile e scaltra attività di segreteria organizzativa a fianco del datore di lavoro:CHE SCHIFO!!!!!!
5 Non è credibile la storia del terribile ragioniere della regione che ritarda sempre nei pagamentie, negli accreditamenti utilizzati per fatturarere e basta, forse si, non lo so con sicurezza esiste però un ampio giardino delle vanità dove figure più o meno professionali, parlo del privato sociale e delle cooperative, che hanno stipendi esorbitanti e pare di merito, situazioni di libera professione e di commistione di più impieghi, che magari eseguono in cui ti chiedono ai colloqui un ampia disponibilità e dvozione per la missione dell'aiuto. Onesti forse , furbi e un po vampiri sicuramente.
6 La qualità la metologia di lavoro la selezione e l'utilizzo delle risorse umane, dopo 20 colloqui in in un mese posso dire che è in mano ad una banda di ubriaconi ignoranti che hanno trovato nella sofferenza solo un modo per arricchirsi con la retorica del pragmatico che contraddistingue la frase "io non sono l'unico e c'è chi ruba e che sfrutta più di me.
L'unica cosa che riesco a dire a Fabio Ruta è, e mi rendo conto che non è affatto costruttiva, SCIOPERO! SCIOPERO senza sensi di colpa. Non più parole ma fatti.
Mario Narciso