aslombIndagine su Il Servizio Sociale nelle Aziende Ospedaliere della Regione Lombardia.
Lavoro è stato curato, per conto del Consiglio Regionale Ordine Assistenti Sociali della Lombardia, dalle assistenti sociali Livia Corsi ed Elena Manzoni, referenti del gruppo di lavoro, con la consulenza degli assistenti sociali Ombretta Okely e Vittorio Zanon.
La ricerca che andiamo a presentare "Il Servizio Sociale nelle Aziende Ospedaliere della Regione Lombardia" è frutto del lavoro di un gruppo di professionisti realizzata nel corso del 4° mandato consiliare (2005-2009) del nostro Ordine professionale e costituisce l'eccellente risultato di un modo di interpretare le finalità delle professioni ordinate che ci piace mettere in premessa.

L'istituzione ordinistica ha il compito principale di garantire un professionista di qualità al cittadino che ad esso si rivolge; come raggiungere questo obiettivo? L'assetto organizzativo che ci siamo dati per tutelare i cittadini e promuovere l'immagine professionale si articola su due livelli: attività istituzionali di monitoraggio del comportamento deontologico degli assistenti sociali (tenuta dell'albo, competenza disciplinare, formazione di base e formazione continua) e attività di promozione dell'immagine e del profilo professionale. A partire dalla riflessione auto ed eterodiretta sulle conoscenze e competenze richieste nei diversi ambiti di intervento e sui valori che guidano le scelte operative, i gruppi di lavoro avviati dall'attuale Consiglio Regionale sono lo strumento cardine della promozione professionale; è per questo che sono caratterizzati da una maggior flessibilità ed autonomia nell'individuare obiettivi, condurre analisi, fare ricerca, elaborare riflessioni e proposte che mettano il Consiglio Regionale in grado di cogliere le tante e diverse realtà dei Servizi Sociali, creando un circolo virtuoso che ha come scopo finale quello di contribuire al miglioramento della rete del welfare lombardo e italiano.

Le professioni sociali (l'assistente sociale è inserita tra queste a livello europeo e internazionale) e le professioni sanitarie devono il senso della loro esistenza ad una capacità di stare nel mondo, assumendosi funzioni che si ridefiniscono storicamente all'interno dei cambiamenti che avvengono nei mondi vitali.

La relazione di aiuto e di cura dell'Altro che la nostra professione rappresenta è il supporto alle persone quando, nell'affrontare i nodi problematici delle diverse fasi della vita, individuano all'esterno della rete primaria e delle relazioni amicali un riferimento competente di fiducia.

La più recente definizione internazionale di Servizio Sociale professionale[1], elaborata congiuntamente dall'International Association of Schools of Social Work e dall'International Federation of Social Workers, approvata al Congresso di Copenhagen nel 2001, conferma e convalida il valore sociale della nostra professione, che in Italia ha già avuto il riconoscimento giuridico con la Legge 84/1993.

Le conclusioni che la ricerca ci consegna sono condivise dalla nostra collettività professionale proprio perché sono generate da un percorso partecipato e ora costituiscono un riferimento di pensiero e di azione comune[2].

La presenza storica dell'assistente sociale nella "cittadella" dell'intervento sanitario, l'ospedale, è caratterizzata da un forte senso di appartenenza al mandato istituzionale delle Aziende Sanitarie ospedaliere, che sembrano invece scarsamente orientate a dare una forma adeguata alla presenza, pur significativa, del gruppo professionale degli assistenti sociali. La rilevanza della dimensione organizzativa e di integrazione nei servizi ospedalieri è materia sulla quale vogliamo aprire un dialogo interlocutorio con le aziende ospedaliere che hanno riconosciuto l'opportunità di formazione continua di cui la ricerca è testimonianza.

Rivolgiamo un sincero apprezzamento alle colleghe e colleghi che hanno partecipato alla ricerca per l'impegno e lo sforzo di analisi delle complesse realtà in cui sono inseriti, allo staff di progetto per la capacità di condurre e facilitare l'articolato disegno, a Livia Corsi e Lella Manzoni per aver saputo interpretare esigenze e aspettative del gruppo di lavoro, a Ombretta Okely per la competenza metodologica ed empatia, a Vittorio Zanon per il supporto informatico.

Ringraziamo sentitamente i Direttori e Dirigenti delle Aziende Ospedaliere lombarde per la disponibilità concretamente dimostrata; auspichiamo anche di proseguire il confronto avviato a partire dagli elementi messi in rilievo dalla ricerca.

Renata Ghisalberti
Presidente Ordine degli Assistenti Sociali
Regionale Lombardia

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