logo_comunicareChiarire, puntualizzare e contestualizzare le caratteristiche, il ruolo e le funzioni delle Comunità Familiari nel sistema dei servizi destinati all'infanzia e all'adolescenza non è ne inutile e ne banale.

 

Non è inutile perché con la "scadenza" prevista dalla legge per la chiusura degli istituti per minori si è aperta una caccia ai "trasformismi" che rischia di coinvolgere e travolgere anche le realtà di accoglienza residenziale che sanno dare soluzioni adeguate ai bisogni di quei bambini e ragazzi per cui è appropriato questo tipo di risposte. Non è banale perché nell'eterogeneo panorama delle "comunità" la confusione è grande ed anche le incomprensioni, fuori ma anche dentro il mondo degli addetti ai lavori, sono frequenti, a volte strumentali, spesso determinate da ignoranza e superfi cialità. Il lavoro di conoscenza, comprensione e consapevolezza è tanto più necessario e opportuno quando poi, come nel caso di questo documento delle Comunità Familiari del C.N.C.A. Lombardia, si riesce ad esprimere in poche pagine "il sapere ed il sapore" di un servizio che si basa su una scelta di vita di coppia, di famiglia e che si pone come risorsa per un territorio accogliente e solidale.
Il documento evidenzia con semplicità, ma in profondità, come la Comunità Familiare rappresenta una felice confl uenza tra "dimensioni" centrate tutte sulla relazione tra persone:
- la confluenza tra la dimensione simbolica e quella reale di una famiglia che si fa comunità allargando l'orizzonte, il signifi cato e la quotidianità di vita ad altri componenti che così possono sperimentare una vita di famiglia in grado di sostenerli e accompagnarli nella costruzione del loro futuro;

- la confluenza tra la dimensione pubblica, quella di una "struttura" inserita in un territorio dove mantiene relazioni con tanti soggetti, istituzionali e non, e la dimensione privata, quella di un luogo di accoglienza, educazione, rispetto, relazioni umane significative;
- la confluenza tra la dimensione di servizio e la dimensione di famiglia che porta a scegliere di essere "responsabili"(dare risposte e rendere conto) di un minore accolto verso la collettività, la comunità sociale oltre che verso di lui e la sua famiglia; una responsabilità che è fatta di competenza, metodologia, prossimità, condivisione, affetto...
Rispetto alla Comunità Familiare la parola confluenza esprime molto meglio di altre (incrocio, crocevia, crocicchio...) il modo in cui le diverse dimensioni si coniugano. Le "dimensioni" della Comunità Familiare possono convergere in una dimensione unitaria, in un fl usso che le può armonizzare, in una positiva sintesi dove si possono però riconoscere tutte.
È questo, secondo me, il motivo principale per cui la Comunità Familiare non è solo una struttura, un servizio, ma rappresenta un concetto che ha anche una dimensione valoriale.

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