wcms_101456Il Rapporto 'Global employment trends' dell'International labour office. Nel 2008 il 6% dei lavoratori al mondo non ha trovato occupazione, quest'anno la situazione potrebbe peggiorare se i governi non interverranno. 200 milioni i lavoratori nel Sud del mondo a rischio di etrema povertà.

Nel 2009 il numero dei disoccupati al mondo potrebbe crescere di un numero compreso tra i 18 e i 30 milioni, con una punta di 50 milioni di disoccupati se i governi non interverranno prontamente sulla crisi economica mondiale. Solo nel 2008, il 6% dei lavoratori mondiali non ha trovato alcuna occupazione, rispetto al 5,7% del 2007, mentre potrebbe arrivare a 200 milioni il numero dei lavoratori che nei paesi in via di sviluppo rischiano di cadere nella poverta' estrema. È quanto rivela l'International labour office (Ilo), agenzia dell'Onu, nel suo rapporto annuale sul mondo del lavoro -Global Employment Trends (Get)- presentato oggi a Ginevra.L'aumento globale del numero dei disoccupati nel 2008 e' stimato in 190 milioni, di cui 109 milioni sono gli uomini e 81 milioni sono donne.

Secondo lo studio, la crisi finanziaria ha innescato un grave rallentamento della crescita economica mondiale. Le imprese hanno smesso di assumere, mentre aumentano i licenziamenti. Il peggio, pero', potrebbe ancora non essere arrivato. In base alle previsioni del Fondo monetario internazionale dello scorso novembre, nel 2009 i disoccupati dovrebbero crescere fino al 6,1%, ma se non ci saranno interventi risolutivi da parte dei governi il tasso di disoccupazione potrebbe aumentare del 6,5%, con un incremento di 30 milioni di lavoratori senza occupazione. Il rapporto ipotizza anche un terzo scenario, il peggiore, dove il tasso di disoccupazione globale potrebbe arrivare al 7,1%, con un aumento globale del numero di disoccupati di circa 50 milioni di persone.

"Il messaggio lanciato dall'Ilo e' realistico, non allarmistico- ha spiegato Juan Somavia, direttore generale dell'Ilo-. Ci troviamo di fronte a una crisi globale di posti di lavoro. Molti governi ne sono consapevoli e stanno intervenendo, ma e' necessaria una piu' decisa e coordinata azione internazionale per evitare una recessione sociale globale". Nel 2009 la percentuale di persone in condizioni di "vulnerabilita' di occupazione" potrebbe aumentare notevolmente nel peggiore dei casi, per raggiungere un livello del 53% della popolazione.

Lo scenario piu' difficile, secondo il rapporto, si avra' nei paesi in via di sviluppo. Il numero di lavoratori poveri, con un guadagno di 2 dollari al giorno, puo' salire fino a 1,4 miliardi, il 45% di tutti i lavoratori del mondo.

In crisi la classe media mondiale. Secondo Somavia, il rischio di bruciare i progressi nella riduzione della poverta' sono reali, mentre le classi medie di tutto il mondo stanno andando incontro ad un'inesorabile indebolimento. Se la recessione continuasse per tutto il 2009, come molti si attendono, la crisi globale di posti di lavoro e' destinata a peggiorare drasticamente. Inoltre, ci si puo' aspettare che, per molti di coloro che riusciranno a mantenere un posto di lavoro, retribuzione e le condizioni di lavoro potrebbero deteriorarsi. La prolungata condizione di disoccupazione per altri, invece, rendera' ancor piu' difficile l'inserimento nel mondo del lavoro. A rischio, in questo caso piu' i giovani. Il numero globale dei giovani disoccupati e' aumentato di 76 milioni, il tasso di disoccupazione e' aumentato di 0,4 punti percentuali nel 2008. Giovani che potrebbero trovarsi intrappolati tra basse retribuzioni, precarieta' e disoccupazione per lunghi periodi.

Scarica rapporto in lingua inglese

hescher mao

 Il sito va in pensione

Leggi la notizia