"La pratica delle mutilazioni genitali femminili rappresenta una gravissima violazione dei diritti umani, in particolare del diritto all'integrità fisica delle donne e delle bambine: si tratta di un fenomeno culturale, che va affrontato insieme e combattuto con decisione".
Lo ha detto il Ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna, che ha presentato oggi in una conferenza stampa i progetti e le azioni avviate dal suo dicastero per prevenire e contrastare quella che ha definito "una barbarie, una tortura inaccettabile".
Ha preso il via il 4 febbraio a Roma, alla Camera dei Deputati, la campagna di sensibilizzazione "MGF: IO NO", risultato di un progetto più complesso, il Progetto Aurora, finanziato dal Dipartimento Delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, curato dall'Associazione torinese Alma Terra e da vari partner rappresentati della società civile di quattro regioni: Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Puglia. Per Torino i partner sono stati il Centro di Iniziativa per l'Europa e l'Istituto Euromediterraneo del Nord Ovest - Paralleli.
Secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, la pratica dell'infibulazione riguarda "150 milioni di donne in tutto il mondo, mezzo milione in Europa e circa 30-40 mila in Italia". La pratica è diffusa anche in Italia tra le comunità immigrate dai paesi in cui si praticano le MGF. Ma il fenomeno della mutilazione dei genitali femminili è difficile da quantificare perché non esistono per le comunità di immigrati indicazioni sulle varie etnie, necessarie a presumere se la pratica appartiene alla loro tradizione o meno.
Proprio in vista della Terza Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili, che si celebra il prossimo 6 febbraio, è stato presentato lo spot di comunicazione sociale "Nessuno Escluso", da oggi in onda sulle reti Rai, realizzato nell'ambito di uno dei 21 progetti finanziati dal Dipartimento per le Pari Opportunità. "Il vero obiettivo della campagna d'informazione è la responsabilizzazione delle figure genitoriali rispetto alla decisione di praticare le Mgf sulle proprie figlie", ha spiegato il Capo del Dipartimento Isabella Rauti.
Infine, il Capo Dipartimento ha annunciato l'impegno di circa 4 milioni di euro per il finanziamento di progetti di prevenzione e contrasto delle pratiche di mutilazione genitale femminile, che agiscano su diversi fronti, dalla formazione degli operatori socio-sanitari alla sensibilizzazione al fenomeno attraverso campagne informative.
Dichiarazione delle agenzie ONU sulle MGF
Progetto di risoluzione sulla lotta contro le mutilazioni sessuali femminili praticate nell'UE
Sito UNICEF con schede di approfondimento e dati sul fenomeno delle MGF
