Si è svolta stamane la conferenza stampa di presentazione del V Rapporto dell'Osservatorio Romano sulle Migrazioni promosso dalla Caritas diocesana di Roma con la Camera di Commercio e la Provincia di Roma.
"A Roma non mancano i segni del multiculturalismo e del plurilinguismo introdotti dall'immigrazione, un apporto culturale che le stesse istituzioni hanno da tempo valorizzato. Ne sono un esempio le numerose sezioni di libri in lingue straniere (cinese, arabo, spagnolo, romeno, polacco, ecc.) allestite dal Sistema Bibliotecario del Comune di Roma, come anche il proliferare di scrittori e autori immigrati che a Roma hanno dato inizio alla propria produzione letteraria e intellettuale e che fanno di Roma una grande e ricca enciclopedia da consultare senza dover intraprendere viaggi lontani."
Non sono solo gli immigrati, dunque, a cambiare nel corso del loro inserimento, ma anche la città ha avuto e vive mutamenti antropologici positivi, segno di un atteggiamento di apertura. Roma soffre, tuttavia, dei mali tipici dei grandi agglomerati urbani, nei quali i problemi risultano più complessi e il loro superamento più difficile. Da molte parti si è portati a inquadrare in maniera negativa la presenza degli immigrati, pensando che i problemi siano importati e collocando gli immigrati alla loro origine. Senza negare che un fenomeno così articolato possa comportare anche difficoltà, i dati attestano che l'immigrazione è una leva fondamentale per programmare il futuro e, come tale, condizionerà sempre più il Comune e la Provincia di Roma.
Perciò, secondo mons. Guerino Di Tora, direttore della Caritas diocesana di Roma, "bisogna educare alla speranza, specialmente in una fase in cui la società italiana è quanto mai incerta nel suo atteggiamento nei confronti dell'immigrazione. Se avremo la pazienza di individuare le vere cause dei disagi della città e i grandi benefici che i nuovi arrivati assicurano, riusciremo a prevenire gli inconvenienti senza venir meno al dovere dell'accoglienza".
"Tra i suoi meriti di Mons. Guerino Di Tora, - ha spiegato Franco Pittau - quello di aver potenziato il Dossier Statistico Immigrazione, fino a farlo diventare un sussidio ufficiale della Chiesa italiana per il tramite di Caritas Italiana e della Fondazione Migrantes, e di aver attivato una fruttuosa collaborazione con la Camera di Commercio e la Provincia, che è sfociata nel varo dell'Osservatorio Romano sulle Migrazioni."
"Tre sono le idee chiave sulle quali mi voglio soffermare nell'introdurre il Quinto Rapporto dell'Osservatorio Romano sulle Migrazioni: Bisogna investire sulla conoscenza, bisogna non nascondere i problemi ma mediare per risolverli e, infine, bisogna accogliere gli immigrati." Ha sottolineato mons. Di Tora. "Grandi Regioni di immigrazione come la Lombardia, il Veneto, l'Emilia Romagna, il Piemonte hanno il loro rapporto annuale: se Roma ne fosse stata priva, sarebbe stata una grande carenza. Il compito principale della Caritas è quello di educare, ci adoperiamo per favorire il superamento di questo atteggiamento superficiale che ha causato e può continuare a causare gravi inconvenienti ed essere di pregiudizio a una serena convivenza sociale. Non può essere solo il nostro sentimento personale il metro di giudizio dell'immigrazione, un fenomeno dalle complesse implicazioni sociali ed economiche, anche di portata internazionale. Con la Provincia e la Camera di Commercio abbiamo già concordato i programmi di intervento. Lo stesso ora ci proponiamo di fare con il Comune di Roma e i suoi Municipi e con la Prefettura."
"Non nascondere i problemi ma mediare per la loro soluzione. - ha sottolineato Mons. Di Tora - Anche nel corso di questa fase di crisi si aggiungono annualmente alla popolazione romana migliaia e migliaia di nuove persone tra nuovi nati, minori o altri parenti che si ricongiungono e nuovi lavoratori che arrivano dall'estero. Molti italiani sono portati a inquadrarli in maniera negativa e a considerarli, specie in questa difficile congiuntura, la causa prevalente dei propri disagi. L'immigrazione come uno specchio che riflette i problemi incontrati nel Paese di accoglienza, che erroneamente riteniamo importati."
"Basti pensare alla gravità del problema casa, una questione che è andata peggiorando dai primi anni '90, causando disagi a italiani e immigrati, facendo lievitare i prezzi, e aumentando gli sfratti: questa emergenza è contrassegnata dalla necessità di almeno 80.000 alloggi, in buona parte popolari, o addirittura il doppio secondo i costruttori edili romani. Gli immigrati, come si vede, risentono di questa carenza senza averla determinata. Altra convinzione infondata la corrispondenza automatica tra aumento dell'immigrazione e aumento della delinquenza. In ogni modo, alla fine del 2008 Roma è stata indicata dalla Questura come una città più sicura con una diminuzione complessiva dei reati del 20%, mentre a preoccupare le forze dell'ordine è specialmente la criminalità organizzata alla quale si è unita quella di importazione (‘ndrangheta, mafia, camorra e anche malavita) impegnandosi nel riciclaggio del denaro."
"Dal punto di vista umano, - ha concluso Di Tora - poi, la grande indagine che abbiamo condotto lo scorso anno su circa 1.000 persone segnalate dalle associazioni degli immigrati, ha mostrato che sono amichevoli nei nostri confronti, tenaci nel lavoro e anche capaci accontentarsi: una buona base per costruire una convinta politica di convivenza."
"Un lavoro importante da cui partire, dati puntuali su cui si potranno fondare le azioni del Governo" ha affermato Sveva Belviso, Comune di Roma.
La città di Roma è in Italia la più rilevante area di immigrazione, una buona immigrazione come si rileva dal livello elevato dei titoli di studio. Iniziano, inoltre, ad essere decine di migliaia i ragazzi di seconda generazione, romani quindi anche se con tratti somatici differenti e genitori di cittadinanza straniera. Roma è anche una città dal fiorente associazionismo degli immigrati. "All'Assessore Belviso, responsabile per le politiche sociali del Comune, - ha detto Pittau - chiediamo le strategie per integrare questi immigrati che vedono il loro futuro nella nostra città, i figli che si sentono a pieno titolo italiani, le associazioni che a più riprese hanno manifestato il desiderio di partecipare sempre più alla vita sociale."
"Un fenomeno demografico che offre anche uno spaccato positivo, storie vere, un aiuto alla nostra società. - ha proseguito Belviso - Ad emergere nell'opinione pubblica però è sempre la parte negativa dell'immigrazione. L'immigrato deve essere rappresentato dalle stesse amministrazioni che rappresentano "tutti" i cittadini".
A concludere Claudio Cecchini, Provincia di Roma. Roma è diventata un'area integrata e, ogni 3 presenze di immigrati, 2 stanno a Roma e 1 negli altri Comuni. L'assessore Claudio Cecchini, responsabile per le politiche sociali della Provincia, è un profondo conoscitore di questa realtà non solo perché come amministratore è al secondo mandato ma anche perché i suoi precedenti di operatore socio-pastorale gli hanno consentito di lavorare nel settore delle migrazioni. Ha spiegato le peculiarità dell'area sia a Roma che negli altri Comuni, dei criteri seguiti nella ripartizione dei fondi destinati all'immigrazione e nell'approvazione dei progetti, e delle linee che ispirano la Provincia nella politica dell'immigrazione.
"Il clima di intolleranza si acuisce con le vicende di questi ultimi giorni - ha esordito Cecchini - Quindi esprimo piena solidarietà a tutti gli immigrati che pagano le conseguenze di pochi folli. Questo lavoro è un approfondimento per gli addetti sociali e gli attori principali, noi come Provincia ci siamo dentro e auspico che anche la Regioni collabori attivamente nel sostenere questi studi. I Comuni non sempre risultano preparati, e faticano e sostenere per la mancanza di fondi. La Provincia si muove su due linee d'azione, i progetti sul territorio e i csi(centri servizi immigrati). Ha concluso Cecchini - Mentre di contro il Governo con le sue azioni non sta facendo altro che peggiorare la situazione".
"Nei nostri incontri siamo soliti soffermarci sull'altra faccia della medaglia: l'immigrazione raccontata direttamente dagli immigrati. - ha concluso Pittau - Questa volta abbiamo preferito avere due voi e collocarle come intervento conclusivo. Teodoro Ndjock Ngana, Forum per l'intercultura. Teodoro, responsabile di un'associazione interculturale, in questa sede interviene come rappresentante del Forum per l'intercultura della Caritas di Roma, un progetto che dura da 18 anni con l'obiettivo di coinvolgere immigrati e italiani nell'impegno per l'integrazione, mostrando che la diversità non sempre è un pericolo e ci si può capire e rispettare anche se diversi, compiendo tutti insieme un fruttuoso cammino comunitario. Foad Aodi, Associazione Medici di Origine Straniera in Italia e consigliere dell'Ordine dei Medici di Roma. Foad è un medico, docente universitario e anche impegnato sul campo con la sua associazione per assicurare agli immigrati il bene fondamentale della salute. La salute come un mezzo per l'integrazione: gli chiediamo di spiegarci questo concetto, di entrare nel merito delle proposte che non vanno in questo senso e anche di essere di stimolo alle associazione degli immigrati."
Si è svolta stamane la conferenza stampa di presentazione del V Rapporto dell'Osservatorio Romano sulle Migrazioni promosso dalla Caritas diocesana di Roma con la Camera di Commercio e la Provincia di Roma.