"Continuiamo a parlare da anni degli stessi problemi senza che nessuno di questi si sia minimamente intaccato con effetti di politiche adottate".
È quanto afferma Laura Sabbadini, direttore centrale indagini, condizioni e qualità della vita dell'Istat, intervenuta in apertura del convegno su "Crisi economica, povertà ed esclusione sociale: la necessità di un piano nazionale", al Cnel a Roma, organizzato dall''Osservatorio nazionale sull'attuazione della legge 328/2000', inseme ad Anci, Cgil, Cisl, Uil, Forum terzo settore, Legautonomie e Upi.
"L'unica cosa che si è mossa fino ad oggi- afferma Sabbadini- è la situazione degli anziani, ma più per effetto di cambi generazionali che per misure adottate. Peggiora la situazione dei minori, dei giovani, dei disoccupati e delle famiglie con basso profilo professionale".
In Italia, secondo i dati Istat, sono 2 milioni e 653 mila le famiglie vivono sotto la soglia di povertà, l'11,1% di quelle residenti. Il 22,5% delle famiglie povere è al Sud, 299 mila le famiglie numerose. 7 milioni e 537 mila invece le persone povere, il 12,8% dell'intera popolazione. La povertà nel nostro Paese ha diversi fronti e anche alcuni primati negativi in Europa. La situazione italiana, infatti, è tra le peggiori dell'Europa. Nel 2006 l'incidenza della popolazione a basso reddito è del 20%: superiore alla media comunitaria, del 16%. "Dal '97 al 2007 -spiega Sabbadini- è peggiorata la situazione soprattutto delle famiglie con tre o più figli, e la situazione è peggiorata con un solo occupato, in particolare le famiglie monoreddito. La situazione è peggiorata soprattutto al sud con le famiglie con due figli minori".
Una tipicità italiana è quella di avere la povertà tra i minori. L'incidenza dei minori a basso reddito è al 25%, pari a quella della Romania ed è la più alta in Europa. Un milione e 655 mila, nel 2007, i minori in famiglie povere. Il 69,3 dei minori poveri al Sud, tra cui spicca la situazione della Sicilia in testa alla graduatoria col 37,6%, poi la Basilicata col 30,1%, la Campania con il 27,8%.
"Il Sud- sottolinea Sabbadini- assorbe la stragrande maggioranza dei minori poveri. I minori che stanno nella situazione più grave, tra quelle famiglie considerate sicuramente povere, sono 779 mila, non sono un numero piccolo. Il 7,6% dei minori è lontano dalla soglia di povertà". Un milione e 515 mila, invece, i giovani poveri, con un 63,9% che vive nelle famiglie d'origine e sta aumentando, secondo i dati Istat, povertà di coloro che stanno mettendo su famiglia.
"Ci troviamo in una situazione critica rispetto all'Europa- conclude Laura Sabbadini-. L'Italia è tra i paesi che stanno peggio. È il terzo paese per livello di povertà rispetto a tutti gli altri. Prima eravamo al quinto posto, oggi siamo al terzo, secondo gli ultimi dati disponibili. In sostanza facciamo dei passi indietro, non avanti".
L'Osservatorio nazionale sulla Legge 328/2000, promosso da Anci, Cgil-Cisl-Uil, Forum del Terzo settore, Legautonomie, Upi, opera per lo sviluppo del processo riformatore delle politiche sociali. In questo quadro l'Osservatorio riprende il tema dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali oggetto della ricerca presentata dall'Osservatorio nel giugno 2008, approfondendo il tema della povertà delle famiglie e dei minori in una fase di crisi in cui il fenomeno della povertà rischia di aggravarsi ulteriormente. Da qui la proposta dell'adozione di un Piano organico di contrasto alla povertà e all'esclusione sociale rivolto alle persone, alle famiglie e soprattutto a quelle con figli minori in condizione di maggiore fragilità, superando la logica degli interventi fin qui adottati che si sono rivelati insufficienti e inefficaci. (Fonte: www.dire.it)
Scarica ricerca "Diritti Sociali e Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali: Il Punto della situazione" - Osservatorio nazionale sulla Legge 328/2000
Scarica presentazione ricerca "Diritti sociali e livelli essenziali delle prestazioni" di E. Ranci Ortigosa Direttore scientifico IRS
"Continuiamo a parlare da anni degli stessi problemi senza che nessuno di questi si sia minimamente intaccato con effetti di politiche adottate".