giornata_infanziaLe ultime vicende sul Piano di Azione per l'infanzia e l'adolescenza sono un aspetto del cambiamento di prospettiva in atto dell'approccio all'infanzia e all'adolescenza che può essere esemplificato riprendendo i titoli/slogan delle Conferenze nazionali sull'infanzia e sull'adolescenza. Le riflessioni di Stefano Ricci - Componente Osservatorio Nazionale Infanzia e Adolescenza

 

"In testa ai miei pensieri" era il titolo della prima conferenza nazionale dell'infanzia del 1998 che, assieme al logo (un "babbo" con un bambino seduto sulle sue spalle), esprimeva bene l'approccio governativo (centro-sinistra) al welfare per l'infanzia e l'adolescenza. In esso, infatti, non c'era solo l'affermazione di principio secondo cui i minori sono al centro della politica e delle scelte "sociali", ma anche l'idea della "presa in carico" reale, effettiva, concreta, con politiche coerenti, collegate ed unitarie tra i diversi livelli dell'amministrazione pubblica in stretta collaborazione con la società civile; "In testa ai miei pensieri" significava anche avere una forte attenzione alla dimensione della conoscenza e dell'ascolto dell'infanzia e dell'adolescenza.
Il titolo della seconda conferenza nazionale sull'infanzia e sull'adolescenza del 2002 (governo di centro-destra) era "Mettiamoci il naso" e richiamava il Pinocchio del logo e della sede della conferenza (Collodi), ma già allora non appariva felice nel momento in cui suggeriva il tema di una possibile intrusione, più o meno indebita ed invasiva, degli adulti nel mondo dell'infanzia e dell'adolescenza. Inoltre il doppio riferimento: al naso degli adulti e a quanto succedeva a quello di Pinocchio, rischiava di ingenerare il corto circuito di adulti un po' bugiardi.
La conferenza programmata a Napoli per il novembre 2009 ha per titolo "Il futuro dei bambino è nel presente" e per logo un allegro trenino con vagoni pieni di oggetti, che però è su un binario lungo poco più del treno, sia dietro che davanti; un binario che non viene da nessuna parte e che non va da nessuna parte. Verrebbe da pensare che un "presentismo atemporale" caratterizzi la condizione ed il futuro dell'infanzia nel nostro paese, senza un passato di riferimento e senza una prospettiva; un "futuro presente" carico di cose, di oggetti, di "beni di consumo", ma forse, carente di relazioni, di diritti, di approccio positivo all'infanzia e all'adolescenza...