"L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Nel sessantesimo anniversario della Costituzione, le Presidenze del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro hanno promosso una iniziativa interistituzionale sul tema "Il lavoro che cambia".
A cinquant'anni dall'unica grande inchiesta parlamentare sul lavoro, condotta dal 1958 al 1965 dalla Commissione presieduta dal sen. Rubinacci, il 26 settembre 2007 è stato costituito ed insediato presso il Cnel un Comitato tecnico scientifico di indirizzo e direzione dell'indagine, presieduto da Pierre Carniti e composto da 18 esperti nominati dalle tre Presidenze, con l'obiettivo di raccogliere e analizzare le trasformazioni che sono intervenute e di contribuire a delineare un quadro dei problemi nuovi da affrontare.
"Primo problema - ha spiegato Marzano - il Sud. La mancanza di lavoro, soprattutto nelle aree meridionali sta in cima alla lista dei problemi. Il Cnel ne è ben consapevole ed è interessato a dare il proprio contributo all'analisi delle motivazioni di queste problematiche. E anche per questo è stata riattivata, durante questa Consiliatura, la Consulta per il Mezzogiorno". "Il secondo problema - ha proseguito Marzano - il lavoro sommerso che non accenna a ridimensionarsi in misura significativa e che anzi, in una fase di crisi, potrebbe aumentare. È tuttora diffuso, particolarmente nelle regioni meridionali, per la mancanza cronica di occasioni di lavoro, ma è ampio anche nelle regioni settentrionali. Il mancato rispetto degli obblighi delle leggi e dei contratti riguarda l'evasione delle imposte, ma anche i diritti dei lavoratori ad una giusta retribuzione. E non basta, il lavoro ‘nero' comporta anche gravi conseguenze sul piano della sicurezza dei lavoratori. È il binomio ‘lavoro nero-insicurezza' a determinare l'ancora elevato tasso di incidenti gravi ed anche mortali che caratterizza l'attività produttiva del nostro sistema economico".
Un altro problema riguarda poi l'immigrazione "La presenza straniera - ha spiegato Marzano - sta progressivamente aumentando, e il tasso di integrazione non è sempre soddisfacente" lo ricorda l'Osservatorio sull'Immigrazione, istituito presso il Cnel, confrontando il problema con quanto sta accadendo ai lavoratori italiani in Gran Bretagna proprio in questi giorni.
"Le politiche del lavoro - ha infine concluso il presidente del Cnel - dovrebbero essere utilizzate per ridurre al minimo gli effetti della crisi sulla perdita di posti di lavoro e sull'aumento della disoccupazione. La politica degli ammortizzatori sociali dovrebbe permettere di far fronte a situazioni che, con l'attuale legislazione, non sarebbero coperte adeguatamente".
Le parti sociali quindi "devono dare una mano in queste circostanze utilizzando gli strumenti a loro disposizione - ha sottolineato ancora il presidente del Cnel - come la modulazione degli orari di lavoro, in modo tale da distribuire il lavoro disponibile su un numero maggiore di lavoratori e ridurre in questo modo il problema degli esuberi. Più in generale, la nostra economia ha bisogno di ristrutturarsi. Esce da un periodo in cui nonostante i forti progressi ottenuti sul fronte occupazionale, la produttività dei fattori produttivi è rimasta praticamente ferma".
Su questi ed altri temi il Cnel sta lavorando, maturando significative convergenze e proponendosi come sede permanente, istituzionale di confronto e di dialogo tra le parti sociali, per contribuire ad accrescere una nuova stagione di coesione e di partecipazione democratica.
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"L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro". Nel sessantesimo anniversario della Costituzione, le Presidenze del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati e del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro hanno promosso una iniziativa interistituzionale sul tema "Il lavoro che cambia".