RAPPORTO CNEL-ISTAT: ITALIANI MOLTO BENE NEL SOCIALE E VOLONTARIATO
Aumentano le organizzazioni di volontariato, soprattutto nel campo dell'assistenza socio-sanitaria. E' quanto emerge dal rapporto "Dimensioni e caratteristiche strutturali delle istituzioni non-profit in Italia", elaborato dal Cnel e dall'Istat sull'economia sociale per il periodo tra il 2001 e il 2003.
Secondo il rapporto, alla fine del 2003 le organizzazioni di volontariato erano 21.021, con un incremento del 14,9% rispetto al 2001. Nello stesso periodo i volontari sono aumentati del 18,8%, passando da circa 700 mila a piu' di 800 mila, mentre i dipendenti si attestano sempre sui 12 mila. In termini di consistenza economica, il totale delle entrate delle organizzazioni di volontariato e' passato, sempre tra il 2001 e il 2003, da 1.198 milioni di euro del 2001 a 1.630 milioni di euro del 2003 e l'importo medio e' salito da 66 a 78 mila euro. Le uscite si attestavano su una cifra molto simile, 1.145 milioni di euro nel 2001 e 1.518 milioni di euro nel 2003, con un valore medio di 63 e 72 mila euro, rispettivamente. Dal punto di vista delle attivita' si conferma la vocazione sanitario-assistenziale delle organizzazioni di volontariato, anche se l'evoluzione temporale ha fatto registrare la crescita progressiva dell'impegno in altri campi di attivita'. I settori principali di azione sono stati, infatti, la sanita' (28%) e l'assistenza sociale (27,8%), ma con una diminuzione del loro peso relativo. All'opposto sono aumentate, secondo il rapporto, le organizzazioni attive in via prevalente nei settori della ricreazione e cultura, della protezione dell'ambiente e della protezione civile. Il numero medio di assistiti per organizzazione e' rimasto sostanzialmente invariato (430 nel 2001 e 438 nel 2003). Le categorie di utenti piu' numerose sono risultate analoghe a quelle delle precedenti rilevazioni con una netta prevalenza di malati e traumatizzati (51,6%), seguiti a grande distanza dagli utenti senza specifici disagi (9,9%), dagli anziani autosufficienti (9,4%), dai minori (7,7%) e dagli immigrati (4,3%). Secondo il rapporto le cooperative sociali attive alla fine del 2005 erano 7.363. Rispetto al 2003 sono aumentate del 19,5%. Nel 59,0% dei casi si tratta di cooperative che erogano servizi socio-sanitari ed educativi e nel 32,8% di unita' che si occupano di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. Per quello che riguarda le fondazioni, invece, quelle attive, alla fine del 2005 erano 4.720. Rispetto ai risultati della rilevazione censuaria delle istituzioni nonprofit (221.412 nel 1999, attive prevalentemente nel settore della cultura, dello sport e della ricreazione) il numero delle fondazioni e' cresciuto del 57%. Il rapporto rileva, anche, che alla fine del 2007, le ong erano 239, con circa 27 mila persone impegnate attivamente (di cui 12 mila e 500 volontari e 11 mila 500 dipendenti) e registravano un ammontare complessivo delle entrate pari a circa 1 miliardo di euro, con un importo medio per organizzazione pari a circa 4,4 milioni. Sempre alla fine del 2007, le associazioni di promozione sociale iscritte al registro nazionale erano 141, con circa 50 mila persone impegnate attivamente e con entrate pari a circa 600 milioni di euro, con un importo medio pari a 4,3 milioni di euro per unita'. Fonte:AGI
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