È sulla questione abitativa che il settimo Rapporto sulle povertà nella diocesi di Milano della Caritas ambrosiana pone l'attenzione, sottolineandone il carattere di vera e propria emergenza. Secondo alcuni dei dati emersi stamani alla Caritas ambrosiana nel corso della presentazione del rapporto, sulle 15.901 persone del campione diocesano sono 2.336 quelle su cui è stata individuata una situazione di disagio abitativo.
Analizzando il dato, che riguarda nel 60,2% dei casi persone incontrate da centri Caritas della città, i colpiti risultano essere in prevalenza donne (52,7%) e, in misura minore, uomini (47,3%). Ogni cento persone con problematiche abitative inoltre, 31 sono italiane e 68 straniere. Mentre, sul piano dei problemi specifici, sono state registrate 1.031 segnalazioni di mancanza di abitazione, 740 di coabitazione e 105 casi di sfratto.
Realizzato dall'Osservatorio diocesano delle povertà, il tema principale del rapporto di quest'anno è stata, appunto, l'analisi del disagio abitativo e delle sue cause. Secondo quanto riferito stamani, analizzando il panorama immobiliare odierno risulta insufficiente l'offerta abitativa rivolta alle fasce più deboli anche a causa di alcune distorsioni del mercato immobiliare. Tra queste, l'aumento del canone degli affitti, pari, in media, a 497,92 euro a Milano, 392,19 euro a Varese, 386,25 euro a Lecco.
Valori superiori rispetto alla media mensile nazionale. Un secondo fattore è invece rappresentato dalla domanda abitativa degli immigrati: gli affitti più alti, richiesti agli stranieri a titolo di garanzia implicita, e il crescente fenomeno del ricongiungimento familiare hanno indotto una fascia sempre più ampia di immigrati ad orientarsi all'acquisto della casa, con l'aggravante della difficoltà per l'accesso al sistema creditizio.
Tra le diverse categorie di persone che si sono recate presso i centri d'ascolto presentando problemi legati all'abitazione, infine, si trovano principalmente: giovani coppie che non trovano alloggi a prezzi accessibili e che si scontrano con la carenza di case in locazione; persone separate, soprattutto uomini, che hanno difficoltà a trovare un nuovo alloggio; famiglie che non riescono a sostenere l'aumento delle rate del mutuo a tasso variabile; stipendi inadeguati dovuti ad occupazioni eccessivamente instabili. Presenti, fra gli altri, alla Caritas: Felice Scalvini, presidente della fondazione Cariplo Housing sociale, Giuseppe Sala della fondazione San Carlo e don Roberto Davanzo, direttore di Caritas Ambrosiana.
