Il Residente della Repubblica? È l'ultimo: un uomo come noi. La vita lo ha relegato ai margini. Ma i suoi diritti rimangono quelli di ogni cittadino. E la politica, pur in nome di legittime esigenze di sicurezza collettiva, non può assumersi la responsabilità di indebolirli e comprometterli.
Cappotto scuro, camicia a righe con cravatta, occhiali con cordoncino al collo, capelli bianchi, puliti e ordinati, Dante è uno dei tanti senza dimora che vivono in Italia. "Ho perso casa e lavoro per questioni che non vi sto a raccontare. Oggi mi sono vestito al meglio delle mie possibilità: vi sembro forse un barbone?". Con queste parole il signor Dante, che da anni ha la residenza anagrafica presso una parrocchia milanese, si è presentato alla conferenza stampa de "Il Residente della Repubblica", l'iniziativa voluta dalla FioPsd (Federazione italiana Organismi per le Persone Senza Dimora) in collaborazione con i giornali di strada italiani, per sensibilizzare l'opinione pubblica sui diritti delle persone senza dimora, in particolare sulle questioni della residenza anagrafica e sul registro dei senza dimora.
Muove da questi principi la mobilitazione pubblica che fio.PSD (Federazione italiana organismi per le Persone senza dimora) lancia in occasione della discussione, in Parlamento, del disegno di legge 733 (il cosiddetto "Pacchetto sicurezza"). Esso contiene due articoli, il 36 e il 44, che rischiano di rendere ancora più difficile la vita e i percorsi di reinserimento sociale delle persone senza dimora. In particolare, indeboliscono l'istituto della residenza anagrafica, condizione indispensabile per l'accesso ai più elementari diritti di cittadinanza, e istituiscono un registro degli homeless che si teme possa rivelarsi uno strumento per schedare, più che per aiutare chi sta ai margini.
In particolare, l'articolo 36, secondo FioPsd minaccia di compromettere il diritto costituzionale di tutti i cittadini alla residenza anagrafica, introducendo una norma secondo la quale il rilascio della residenza (ma anche la richiesta per la sua variazione) dev'essere subordinato alla verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell'immobile in cui il richiedente intende fissare il domicilio. Finora bastava l'accertamento dell'effettiva permanenza nel territorio del comune: la nuova norma, invece, discriminerebbe i cittadini senza dimora, italiani e stranieri, colpevoli soltanto di trovarsi in situazione di disagio; così, chi ha ottenuto la residenza in strutture d'accoglienza o in luoghi di fortuna, rischierebbe di vedersela mettere in discussione per assenza dei requisiti igienico-sanitari.
L'articolo 44, poi, prevede l'istituzione di un registro nazionale delle persone senza dimora tenuto dal ministero dell'Interno, si dice, per "conoscere la situazione in cui vivono tutti i cittadini", garantendo da parte delle autorità competenti la possibilità di controlli. Un provvedimento che preoccupa la FioPsd, perché è "un registro curato dall'autorità che sovrintende agli organi di polizia, non alle politiche di reinserimento sociale".
"La grave marginalità è un problema di tutti e il Residente della Repubblica siamo tutti noi, cioè ogni cittadino con dei diritti che non vengono rispettati -dice Paolo Pezzana, presidente di FioPsd (Federazione italiana organismi per le Persone senza dimora)-, per questo FioPsd ha scelto l'immagine di uno degli ultimi, dei più svantaggiati, come modo per dire che non esistono differenze tra le persone, per sensibilizzare sia l'opinione pubblica che i decisori politici a tutelare in senso ampio i diritti delle persone. Nelle prossime settimane prevediamo di condurre delle azioni tese ad ottenere uno stralcio degli articoli 36 e 44 del decreto legge, quando sarà in discussione alla Camera".
La mobilitazione ha un suo punto di forza nel numero unitario realizzato, per il mese di febbraio, dai sei giornali di strada italiani, e dedicato appunto al Residente della Repubblica. L'iniziativa è stata presentata nel corso di una conferenza stampa, durante la quale fio.PSD ha illustrato le motivazioni della richiesta di stralcio degli articoli 36 e 44 dal Ddl 733. Oltre al presidente di fio.PSD, Paolo Pezzana, erano presenti alla conferenza stampa i direttori dei giornali di strada Foglio di via (Foggia), Fuori Binario (Firenze), Piazza Grande (Bologna), Scarp de' Tenis (Milano), Shaker pensieri senza dimora (Roma), Terre di mezzo (Milano).
