Entro il 21 marzo sarà possibile iscriversi al progetto Urbact II dell'Unione europea. Al programma saranno ammessi circa trenta Comuni, che fino al 2010 potranno presentare studi di rigenerazione urbana in grado di aumentare l'occupazione, sostenere lo sviluppo tecnologico, valorizzare il capitale umano, incrementare la qualità della vita nei quartieri con maggiori vulnerabilità sociali e favorire l'utilizzo di energie rinnovabili.
Il percorso intrapreso presenta delle novità riscontrabili nella condivisione delle politiche urbane, in precedenza prerogativa dei Comuni. Ora gli studi non si concentreranno tanto sulle singole azioni, ma sulla definizione e sull'applicazione di una metodologia di lavoro per la creazione di una rete di città in continuo confronto reciproco. A tale fine saranno attivati 12 gruppi di lavoro, ognuno dei quali accederà ad un finanziamento di 300 mila euro. I Paesi firmatari dovranno poi applicare le strategie condivise innovando la prassi che affidano agli enti locali le competenze urbanistiche.
Tra i temi principali sono evidenziati la mobilità urbana, collegamenti tra quartieri periferici e centro città, riduzione delle emissioni inquinanti e risparmio energetico.
Le linee guida dei progetti di lavoro saranno elaborate sulla base delle migliori pratiche di rigenerazione urbana già presenti in Europa.
Dovrà essere tenuto presente anche il cambiamento dei parametri condizionato dai forti flussi migratori che hanno portato ad un considerevole aumento demografico in molte città, ma anche alla necessità di riqualificare periferie ed ex quartieri industriali.
Il principale obiettivo del programma Urbact II è quello di promuovere l'efficacia di sviluppo urbano sostenibile integrato, allo scopo di implementare la strategia di Lisbona e di Goteborg.
Le città sono motori di crescita che declinano le proprie potenzialità in moltissimi aspetti: innovazione, imprenditorialità, occupazione, capitale umano e molto altro.
Le città svolgono un ruolo chiave per la crescita dell'economia, dell'occupazione e della competitività. Ma nonostante ciò esse spesso si trovano ad affrontare seri problemi legati a fenomeni di crescita urbana sbilanciata, fra questi, l'esistenza di quartieri marginali, la mancanza di sicurezza, l'erosione della coesione sociale.
Urbact II si occupa principalmente dei problemi delle città che presentano aree in cui i livelli di criticità sono particolarmente alti e dove la scarsità dei servizi è un problema maggiormente sentito.
Ed anche lo sviluppo urbano sostenibile è una delle priorità del programma Urbact: il tentativo di avvicinare la Carta di Lipsia ad una dimensione più operativa per ipotizzarne possibili applicazioni a livello delle realtà locali.
La Carta di Lipsia promossa nel 2007 si è posta come documento condiviso a livello comunitario sulla qualità urbana individuando valori europei condivisi sulle città, sia per quanto riguarda gli aspetti materiali, sia per quelli legati al processo di crescita e sviluppo.
L'idea dello sviluppo urbano integrato, che deriva da un processo di governance riguardante tutti gli attori in ogni fase della crescita, diviene centrale nel momento in cui le autorità locali necessitino di strumenti per governare gli interessi in gioco, pur contribuendo in maniera limitata al finanziamento delle operazioni di trasformazione.
Il soggetto pubblico si pone dunque come tutor della crescita urbana diventando garante del buon esito delle operazioni condotte in partnership tra soggetti pubblici e privati.
Nella Carta di Lipsia, lo sappiamo, l'idea di sviluppo urbano integrato si lega direttamente ad un principio qualitativo generale, riassunto nel termine tedesco di baukultur attraverso il dato culturale secondo il quale, chi costruisce o trasforma la città (sia i progettisti, sia gli amministratori) dovrebbero essere in grado di garantire la qualità di quanto viene realizzato.
È chiaro che la Carta di Lipsia si pone come documento d'indirizzo molto generale che enuncia dei principi etici ancora prima che strategici: ridurre lo sprawl urbano promuovendo modelli di città compatta, incrementando la mobilità sostenibile all'interno delle aree urbane, mitigando l'impatto delle città sui cambiamenti climatici.
Il documento del 25 novembre 2008 compie un passo in avanti delineando una prima strategia operativa che coinvolga i programmi europei dedicati allo sviluppo regionale (in prima fila Urbact, poi Espon, Interreg ecc) insieme agli enti locali, nell'impostare e portare a termine delle azioni concrete per l'implementazione della Carta di Lipsia.
Vai al sito per approfondimenti: http://urbact.eu/
Entro il 21 marzo sarà possibile iscriversi al progetto Urbact II dell'Unione europea. Al programma saranno ammessi circa trenta Comuni, che fino al 2010 potranno presentare studi di rigenerazione urbana in grado di aumentare l'occupazione, sostenere lo sviluppo tecnologico, valorizzare il capitale umano, incrementare la qualità della vita nei quartieri con maggiori vulnerabilità sociali e favorire l'utilizzo di energie rinnovabili.
